Sei in: Centro Archivio/Patrimonio/Cineteca/I laboratori

Cineteca

I laboratori

I laboratori rappresentano il luogo dove i tecnici specializzati della Cineteca dell’Aquila eseguono interventi di restauro manuale sulle copie positive dei film attraverso il tavolo passafilm D OBSERVER. Questo tavolo di controllo è dotato di un apparato stroboscopio, digitale e non più analogico, che permette di verificare lo stato della pellicola mediante un computer. In questo modo è possibile intervenire sui colori ed effettuare un vero e proprio restauro digitale dei colori del film oltre che intervenire sull’audio per eliminare eventuali fruscii e rumori di fondo.
Oltre alla parte stroboscopia, la macchina è fornita di una telecamera per la microscopia che da’ la possibilità di verificare la presenza di graffi su ogni singolo fotogramma, sia sul lato emulsione che sul supporto.  La telecamera consente, inoltre, di controllare l’eventuale presenza di sindrome acetica e di archiviare i dati relativi alla pellicola su un database informatico.

Il tavolo consente inoltre di realizzare una trascrizione del contenuto filmico della pellicola su supporto digitale (dvd). Questa particolare funzione è risultata molto utile alla Cineteca soprattutto a seguito dell’esperienza vissuta con il terremoto del 2009. In quella occasione una buona parte delle pellicole conservate ha subito gravi danni che rischiano di compromettere definitivamente i materiali. Per evitare la perdita completa dei contenuti è quindi necessario conservarne una copia anche in formato digitale. E’ vero che non è garantita una lunga durata per supporti dvd ma è altrettanto vero che in mancanza di altro materiale oppure in caso di disastri come quello accaduto a L’Aquila viene salvata la memoria di opere di indiscusso valore culturale e storico. Per questi motivi la Cineteca intende avviare l’operazione di trascrizione completa di tutti i materiali conservati.

Nei laboratori vengono effettuate anche altre tipologie di controllo e di manutenzione di tipo chimico e meccanico:

Sostituzione scatole di metallo e montaggio su bobine

  • al momento della loro acquisizione, le pellicole erano riposte in scatole di metallo non montate su bobine. Per una ottimale conservazione, il supporto deve essere montato e posto all’interno dei cinebox, contenitori specifici che preservano al meglio le condizioni della pellicola.

Controllo e rifacimento di lacerazioni presenti sul supporto

  • controllo di eventuali lesioni sul supporto della pellicola eseguito facendola girare a determinate   velocità e tenendola con le dita della mano destra protette da un guanto di lino;
  • sostituzione periodica delle giunte, ossia delle giunzioni tra due parti di pellicola che tradizionalmente vengono effettuate con una speciale incollatrice conosciuta come “Pressa Catozzo”, dal nome del suo inventore. Lo scotch utilizzato è di tipo siliconico, molto costoso e prodotto in serie limitata, che non lascia residui collosi.

Pulizia manuale

  • pulitura del supporto utilizzando panni elettrostatici con tecnica “a sandwich”, mediante passaggio in macchina a 12 fotogrammi al secondo.

Controllo presenza graffi

  • ispezione delle pellicole su un particolare vetro opaco retroilluminato, detto diafanoscopio: la luce bianca e intensa emessa permette di rilevare la profondità degli eventuali graffi su ogni singolo fotogramma, oltre a particolari difetti detti “spuntinature”, che si generano con l’uso prolungato delle copie;
  • analisi dei graffi indirizzando una luce incidente sulla pellicola dopo aver posto sotto al film un panno nero; in questo modo è più facile per l’occhio umano mettere in evidenza tutti quei difetti che non è possibile notare guardando in trasparenza il fotogramma.

Misurazione restringimento

  • misurazione con calibro e altri sistemi di riferimento, per il controllo del restringimento fisico del supporto, dovuto a variazioni climatiche indesiderate: le pellicole seccandosi perdono la loro consueta elasticità facendo aumentare la possibilità di rotture e di lesioni nelle perforazioni. La misurazione viene eseguita sovrapponendo una pellicola nuova, che conta 100 perforazioni, con la pellicola da misurare; ogni qualvolta i buchi non si sovrappongono il restringimento è pari all’1%. I parametri per valutare il restringimento delle perforazioni vanno da 0% a 1,7% – identifica una pellicola con qualche problema che può essere comunque proiettata – da 1,8% in poi – determina l’impossibilità di proiezione della pellicola.

Verifica stato colore

  • individuazione e monitoraggio delle pellicole a rischio decadimento e colore decaduto “magenta” (alterazione del colore sul rosso).

Verifica stato sonoro e durata della pellicola

  • controllo della qualità dell’audio (mancanza di sonoro e/o presenza di fruscii) e dell’effettiva lunghezza della copia e di eventuali manipolazioni o mutilazioni.

Al termine del restauro manuale e dell’attività di ricostruzione, viene effettuata la pulitura delle pellicole attraverso una unità di lavaggio, “Film Cleaner”, che pratica sulla pellicola un particolare trattamento di lucidatura per eliminare superficialmente le abrasioni e i graffi causati dai rocchetti dei proiettori. Successivamente procede al lavaggio al solvente che permette di rimuovere le particelle depositate nell’emulsione e i graffi presenti in profondità sulla pellicola.

Per alcune delle opere cinematografiche individuate potrà essere necessario intervenire con il proto restauro per ricostruire parti mancanti del supporto e generare una copia integra, con la migliore qualità tecnicamente ricavabile, quanto più possibile fedele all’originale. Le operazioni preliminari prevedono una intensa attività di ricerca di altre copie rintracciabili sul mercato, che consente di effettuare i raffronti del caso e programmare gli interventi di ricostruzione ritenuti più appropriati. Si procede poi al lavoro di ricostruzione vero e proprio, attuato presso i laboratori della Cineteca, dal quale viene ricavata una matrice dell’opera destinata alla conservazione. E’ evidente che si tratta di un lavoro molto lungo e complesso; le pellicole rintracciate sono già molto spesso compromesse sia a livello tecnico che dei contenuti. Infatti si tratta di copie che nel tempo hanno subito danni causati dalle molteplici proiezioni e da alterazioni fisico-chimiche, essendo state conservate molto spesso in luoghi inappropriati e avendo subito mutilazioni e manipolazioni di vario genere.

Completata la fase del restauro manuale, il conservatore deve monitorare la sindrome acetica, una vera e propria malattia che colpisce il supporto e ne determina un lento ed irreversibile decadimento che comporta l’impossibilità di utilizzo e di preservazione del film. Il controllo avviene mediante la misurazione del PH, cioè l’acidità del supporto, attraverso l’inserimento all’interno dei cinebox di cartine sensibili con variabilità cromatica, tecnicamente chiamate “A-D STRIP”, che segnalano l’inizio di un processo di decadimento. Dopo 24 ore, la cartina deve essere recuperata per verificarne il colore: il mutamento di tonalità indica il livello dello stato della sindrome acetica. Il dato viene trascritto su supporto cartaceo ed elettronico per monitorare l’evolvere della malattia nel tempo e consentire l’espletamento delle operazioni più idonee per gli interventi di recupero delle pellicole.

Le pellicole che si trovano al terzo livello della sindrome acetica (stato grave di deterioramento) vengono poste nella cella isotermica, uno spazio refrigerato a temperatura costante interna regolabile fino a -20° C, che consente il mantenimento delle pellicole cinematografiche e ne blocca l’ulteriore degrado in funzione di un eventuale lavoro di restauro.

Le informazioni relative a ciascuna pellicola, raccolte a seguito del restauro manuale, sono quotidianamente aggiornate ed inserite in apposite schede informatiche e cartacee dalle quali è possibile accedere a tutte le caratteristiche tecniche ed artistiche di ogni copia, al fine di avere una situazione costantemente aggiornata e completa sullo stato del fondo cinematografico. Le schede di archiviazione sono tre:

scheda di identificazione

  • contiene le informazioni sul film (titolo, regia, anno, interpreti, didascalie, versione)

scheda di conservazione

  • riporta indicazioni sulla condizione della copia (formato, colore, stato fisico, stato chimico)

scheda tecnica

  • specifica la durata del film (lunghezza in metri, numero delle bobine, durata video)