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Cineteca

L'unità climatizzata

I film vengono conservati nell’Unità Climatizzata, una struttura costituita da 9 cellari che permette di garantire le condizioni ideali per preservare il patrimonio cinematografico della Cineteca dell’Aquila, secondo procedure adeguate.

Ogni cellare è dotato di un condizionatore che immette nella stanza aria pulita e filtrata proveniente dall’esterno; all’interno dei cellari si crea una pressione d’aria positiva maggiore rispetto alla pressione presente nel corridoio dell’Unità Cimatizzata. Questa differenza di pressione determina l’espulsione dell’aria impura dalla griglia posta sotto la porta, eliminando anche i vapori silicei che vengono risucchiati dalle griglie di aspirazione situate nel corridoio. Questo procedimento, chiamato sistema di decompressione, è molto lento ma continuo, e garantisce una costante purificazione dell’aria all’interno di ogni cellare. Periodicamente viene eseguita invece una decompressione totale delle stanze affinchè l’aria contaminata fuoriesca in tempi brevissimi dai cellari.

Sette dei nove cellari sono detti ordinari  e sono destinati alla conservazione delle pellicole al 1° e 2° livello di sindrome acetica; si trovano ad  una temperatura che oscilla tra 10°C-12°C e una umidità di 40%-50.
Un cellare, detto di transizione, è necessario per sostare temporaneamente le pellicole prima di essere portate all’esterno. Questo passaggio è fondamentale per evitare di far subire alla pellicola uno “shock termico” dovuto a sbalzi di temperatura. Il cellare è quindi soggetto a variazioni di temperatura che si collocano sempre su una posizione intermedia tra quella interna degli altri cellari e quella esterna all’Unità Climatizzata.
Un cellare, detto isotermico, è destinato alla conservazione delle pellicole che si trovano al 3° livello di sindrome acetica. Questo cellare deve avere una temparatura inferiore a 0°C, condizione che consente di non compromettere irreparabilmente la pellicola. La tesi è supportata dagli esperti dell’Image Permanence Institute – Rochester Institute of Technology, una delle case leader sulla ricerca e lo studio per la stabilità chimica dei supporti. Secondo i tecnici americani le pellicole conservate a bassa temperatura hanno un lento decadimento chimico, poiché il freddo stabilizza i componenti chimici che formano il supporto della pellicola bloccando la loro decomposizione.

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