Il MuMAC

Museo dei Mestieri e delle Arti del Cinema

Il MuMAC, Museo dei Mestieri e delle Arti del Cinema, inaugurato all’Aquila il 30 luglio 2014, nasce con lo scopo di conservare la memoria e rendere fruibile il patrimonio accumulato dall’Ente nei quarant’anni di attività. Un luogo magico ed affascinante per tutti coloro che vogliano avvicinarsi a questo mondo come semplici curiosi, ma anche uno straordinario spazio di vita culturale con un’esposizione permanente dei tesori de “La Lanterna Magica” e con la presenza al suo interno di una piccola sala di proiezione per ospitare registi, realizzare eventi. Il percorso consente al visitatore di approfondire la conoscenza del materiale esposto attraverso l’utilizzo di sistemi digitali di fruizione che rendono l’ambiente innovativo ed altamente tecnologico.

Attraverso l’esposizione di bozzetti originali, manifesti e locandine, foto e macchine da proiezione, il MuMAC conduce il visitatore in un percorso suggestivo dedicato ai mestieri del cinema in cui il materiale esposto è valorizzato dalla proiezione su grandi schermi in alta definizione di materiale audiovisivo digitalizzato.

Un omaggio all’attrice aquilana Maria Pia Casilio, a cui tra l’altro è stata intitolata la Cineteca, con l’esposizione di preziosi e rari documenti dell’attrice emiliana, costituiti da fotografie originali, manoscritti artistici, ritagli di giornali dell’epoca, oggetti a lei appartenuti, ma anche locandine dei film che l’hanno vista protagonista. Inoltre, nella sezione dedicata alle costumiste italiane è possibile ammirare i bozzetti originali di diverse professioniste italiane dedicati ai film del genere italiano più popolare, lo “Spaghetti Western”. Particolare attenzione è rivolta al film C’era una volta il West di Sergio Leone con i disegni di Marilù Carteny.

Inoltre sono presenti numerose macchine da proiezione, vero e proprio strumento magico dell’esercente cinematografico: dai primi proiettori a manovella degli albori del cinema ai proiettori con lampade a carboni, alle macchine più moderne degli anni ‘60 e ‘70 con l’introduzione delle lenti anamorfiche per il cinemascope e i formati di pellicola più grandi come il 70 mm e le nuove lampade a incandescenza. Dedicata alla figura del montatore, l’esposizione della Moviola usata da Michelangelo Antonioni nel 1995 per uno degli ultimi montaggi in analogico realizzati in Italia con Al di là delle nuvole.

Il MuMAC rappresenta uno spazio culturale che contiene notevoli possibilità di sviluppo e la capacità di divenire in breve tempo non solo luogo di socialità, ma anche un catalizzatore di scambi culturali e punto di riferimento per centinaia di giovani.